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Cene e week-end filosofici

Lo Spazio di Sophia a cena (6 giugno 2014).

I soci dello Spazio di Sophia si sono incontrati presso il bistrot Saligia di Pescara per salutarsi prima delle vacanze estive e discutere idee e suggerimenti per le future attività. Ecco le foto della serata che vi ha inviato la nostra vice-presidente, Valeria De Cesaris:

Cena Spazio di Sophia, 6 giugno 2014


 

Week-end al festival della filosofia di Modena (13-15 settembre 2013) 

Anche quest'anno un gruppo di soci de "Lo Spazio di Sophia" ha partecipato al Festival della Filosofia di Modena. Il tema di questa edizioni è stato "Amare".





Partecipazione de “Lo Spazio di Sophia” al Filofest, Festival nazionale della filosofia di strada (30 agosto – 1 settembre 2013)

Il festival si tiene nelle Marche presso Amandola e Smerillo (circa 120 km da Pescara, uscita S. Benedetto o Pedaso). E’ promosso dall’associazione Wega in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ed è sotto la direzione scientifica di Augusto Cavadi.

Quest’anno il tema proposto è Osare il varco, Noi come associazione 'Lo Spazio di Sophia' terremo una “Colazione filosofica” presso il Gran Caffè Belli, sabato 31 agosto alle ore 9.30, sul tema “Dalla paura dell’altro alla contaminazione”.


 
Colazione filosofica: "Dalla paura dell’altro alla contaminazione"
Conducono Anna Colaiacovo e Silva Fallavollita

La paura è la passione primordiale, la più antica, e nasce come risposta emotiva universale e originaria che, pur appartenendo al mondo animale, caratterizza la vita e le esperienze umane con la funzione di conservare l’ordine e lo spazio simbolico esistente. Oggi, le nostre paure hanno subito una mutazione: sono imprecise, mobili, difficili da identificare. Abbiamo “paura di” senza saper individuare esattamente i pericoli che la provocano.

Nella società moderna in cui lo Stato aveva un ruolo forte, lo straniero era annientato o con l’assimilazione o con l’esclusione. Oggi, nella modernità liquida, dobbiamo fare i conti con una enorme quantità di stranieri che sono tra noi e che intendono preservare la loro identità.

La ricca Europa annovera tra i suoi cittadini circa tre milioni di individui senza fissa dimora, venti milioni di esclusi dal mercato del lavoro, trenta milioni di esistenze al di sotto della soglia di povertà.

…meno gli individui sono grado di controllare le loro vite e le loro identità, più essi percepiranno gli altri come “vischiosi” e cercheranno in modo più frenetico di districarsi, di distaccarsi dagli stranieri, percepiti e sperimentati come una sostanza informe, che avvolge, soffoca e opprime (Bauman)

La domanda «chi è l'altro?» si sdoppia nell'interrogativo «chi sono io?» e conduce alla consapevolezza che la paura istintiva suscitata in noi dallo straniero è lo specchio di una «stranierità» che ci abita. (Enzo Bianchi)

La propaganda trasformò, nell’epoca nazista, il vicino in ebreo e in straniero. La costruzione della distanza rende possibile la mancanza di emozioni. Il con-tatto è essenziale. La mano non è solo esecutrice di attività decise dalla testa. Il processo è circolare, è anche la sensazione a produrre il pensiero. Noi tutti soffriamo di una tragica privazione sensoriale del prossimo. (Zoya)

La contaminazione è una relazione che presuppone una alterazione, un contatto del soggetto con l’altro che lo espone a molti rischi ma che rende praticabile “l’apertura al possibile”. (Bataille)


Inaugurazione dell'ecomuseo del Paleolitico - Valle Giumentina (8 Giugno 2013)

Un gruppi di soci dello Spazio di Sophia ha partecipato all'inaugurazione dell'Ecomuseo del Paleolitico ad Abbateggio.


Ecomuseo della Valle Giumentina


Week-end al festival della filosofia di Modena (17-18 settembre 2012)

Anche quest'anno un gruppo di soci de "Lo Spazio di Sophia" ha partecipato al Festival della Filosofia di Modena. 
Il tema di questa edizioni è stato "Cose".

Festival di Modena 2012


Cena filosofica - Del Piacere Ovvero della figlia di Amore e Psiche (15 giugno 2012)

"Così Psiche andò sposa a Cupido, secondo giuste nozze e, al tempo esatto, nacque una figlia, che noi chiamiamo Voluttà" (Lucio Apuleio, La favola di Amore e Psiche)
Il Piacere da semplice percezione di condizione positiva a fugace esperienza di immortalità. 

Epicuro oggi 

La felicità a portata di mano. Tutto è nel presente e nella fuga dalla sofferenza. Lontano dal godimento grossolano, il filosofo insegna la ricerca dei piaceri semplici per vivere in armonia con se stessi. 

Epicuro ha chiamato la sua scuola "Giardino". Il "Giardino" era, per essere esatti, un orto che i discepoli coltivavano quotidianamente per consumarne i frutti e i legumi. Il giardinaggio è per Epicuro un atto profondamente filosofico: richiede un'attenzione e una cura particolari, vigilanza e manutenzione. Le più importanti virtù epicuree - l'amicizia, la serenità, la conversazione, la gratitudine, la pazienza, l'accettazione della morte - sono virtù che si coltivano. L’epicureismo è è una lunga “cultura di sé” mai compiuta. Come dirà Voltaire: “Bisogna coltivare il proprio giardino”. 

Si comprende, quindi, perché la scuola epicurea era organizzata come un giardino. Ma, mentre nel giardino platonico i discepoli rappresentano la terra che il professore - giardiniere – deve coltivare per far crescere dirigenti e cittadini, Epicuro non affida alcuna funzione politica a questa “cultura di sé”. Il fine è il benessere personale, non il bene pubblico. Vivendo in un’epoca di crisi e di declino di Atene, il saggio epicureo cerca la felicità a dispetto di tormenti sociali e politici. 

Credo che ogni giardiniere sia epicureo nel senso più radicale del termine, dicendo “no” alle forze della distruzione e creando un luogo per l’atarassia. I giardinieri sono, in fondo, coltivatori di serenità (Robert Harrison prof. di letteratura italiana a Standford –California-).

Inseguiti dal passato, aspiranti al futuro, abbiamo la tendenza a dimenticarci che la nostra vita è adesso. A forza di lasciarci invadere dai pensieri, perdiamo di vista l’essenziale, il fatto di esistere, con quello che ha di unico, improbabile, meraviglioso. 

In un mondo nato dal caso di uno scontro tra atomi o da un big bang, noi dobbiamo innanzitutto meravigliarci della nostra esistenza qui e ora. Il passato non è più, il futuro non è ancora, tutto è nel presente ed è ora che bisogna vivere e ben vivere. Ecco la grande lezione di Epicuro. 

Bisogna imparare a convivere con l’idea della morte che è cessazione di essere, ed è quindi un limite; imparare a non temerla e vivere pienamente il presente diventa una disciplina di vita. E’ un sentimento di misura che si rivela nel mangiare, nel bere, nella sessualità... (Jacques Schalanger prof. di filosofia all'università ebraica di Gerusalemme

Thierry Marx Eletto chef dell’anno, nel 2006, da Gault et Millau; famoso per le sue innovazioni culinarie 

Quando si parla di gastronomia, torna sempre il termine “epicureo” e, falsando il pensiero del filosofo, si pensa al mangiare avidamente. Oggi regna una grande confusione, si mescola l’epicureismo con l’edonismo. 

E’ vero che Epicuro esalta il piacere, ma di quale piacere si tratta? Della capacità dell’uomo di meravigliarsi, di prendere soddisfazione dalle cose semplici “un po’ d’acqua e di pane”. Anch'io credo ai piaceri naturali e necessari. Le pietanze più semplici possono procurare emozioni incomparabili: fare il pane, guardarlo cuocere nel forno e dividerlo con gli amici accompagnato da un pugno di sale grosso e da un filo di olio d’oliva. Ecco la felicità a portata di mano e di sguardo. Senza ostentazione. Senza discriminazione. La cucina è un assemblaggio di sapori. Tutti i piatti creati sono una declinazione della mia sensibilità. E questo dono io amo che l’altro lo senta e lo viva in lui, che egli lo senta più che pensarlo. Perché, secondo me, i nostri sensi vanno ben al di là di ciò che noi immaginiamo.

Foto

Cena Filosofica - Giugno 2012




Cena filosofica - La felicità (7 dicembre 2011)

La felicità: letture

Felicità (di Albano Carrisi)

LUI: Felicità 
è tenersi per mano andare lontano 
la felicità 
è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente 
la felicità 
è restare vicini come bambini la felicità, 
felicità 

LEI: Felicità 
è un cuscino di piume, l'acqua del fiume 
che passa e che va 
è la pioggia che scende dietro le tende 
la felicità 
è abbassare la luce per fare pace 
la felicità, 
felicità 

LUI: Felicità 
è un bicchiere di vino con un panino 
la felicità 
è lasciarti un biglietto dentro al cassetto 
la felicità 
è cantare a due voci quanto mi piaci 
la felicità, felicità 






Week-end al festival della filosofia di Modena (17-18 settembre 2011)

   Il 17 e 18 settembre 2011 un gruppo di soci dello Spazio di Sophia ha partecipato al Festival. Ecco alcune foto dell'evento con il sole e ... sotto la pioggia.

Festival di Modena



Week-end al festival della filosofia di Modena (17-18 settembre 2012)

Anche quest'anno un gruppo di soci de "Lo Spazio di Sophia" ha partecipato al Festival della Filosofia di Modena. 
Il tema di questa edizioni è stato "Cose".

Festival di Modena 2012

Partecipazione de “Lo Spazio di Sophia” al Filofest, Festival nazionale della filosofia di strada (30 agosto – 1 settembre 2013)

Il festival si tiene nelle Marche presso Amandola e Smerillo (circa 120 km da Pescara, uscita S. Benedetto o Pedaso). E’ promosso dall’associazione Wega in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ed è sotto la direzione scientifica di Augusto Cavadi.

Quest’anno il tema proposto è Osare il varco, Noi come associazione 'Lo Spazio di Sophia' terremo una “Colazione filosofica” presso il Gran Caffè Belli, sabato 31 agosto alle ore 9.30, sul tema “Dalla paura dell’altro alla contaminazione”.



Colazione filosofica: "Dalla paura dell’altro alla contaminazione"
Conducono Anna Colaiacovo e Silva Fallavollita

La paura è la passione primordiale, la più antica, e nasce come risposta emotiva universale e originaria che, pur appartenendo al mondo animale, caratterizza la vita e le esperienze umane con la funzione di conservare l’ordine e lo spazio simbolico esistente. Oggi, le nostre paure hanno subito una mutazione: sono imprecise, mobili, difficili da identificare. Abbiamo “paura di” senza saper individuare esattamente i pericoli che la provocano.

Nella società moderna in cui lo Stato aveva un ruolo forte, lo straniero era annientato o con l’assimilazione o con l’esclusione. Oggi, nella modernità liquida, dobbiamo fare i conti con una enorme quantità di stranieri che sono tra noi e che intendono preservare la loro identità.

La ricca Europa annovera tra i suoi cittadini circa tre milioni di individui senza fissa dimora, venti milioni di esclusi dal mercato del lavoro, trenta milioni di esistenze al di sotto della soglia di povertà.

…meno gli individui sono grado di controllare le loro vite e le loro identità, più essi percepiranno gli altri come “vischiosi” e cercheranno in modo più frenetico di districarsi, di distaccarsi dagli stranieri, percepiti e sperimentati come una sostanza informe, che avvolge, soffoca e opprime (Bauman)

La domanda «chi è l'altro?» si sdoppia nell'interrogativo «chi sono io?» e conduce alla consapevolezza che la paura istintiva suscitata in noi dallo straniero è lo specchio di una «stranierità» che ci abita. (Enzo Bianchi)

La propaganda trasformò, nell’epoca nazista, il vicino in ebreo e in straniero. La costruzione della distanza rende possibile la mancanza di emozioni. Il con-tatto è essenziale. La mano non è solo esecutrice di attività decise dalla testa. Il processo è circolare, è anche la sensazione a produrre il pensiero. Noi tutti soffriamo di una tragica privazione sensoriale del prossimo. (Zoya)

La contaminazione è una relazione che presuppone una alterazione, un contatto del soggetto con l’altro che lo espone a molti rischi ma che rende praticabile “l’apertura al possibile”. (Bataille)


Inaugurazione dell'ecomuseo del Paleolitico - Valle Giumentina (8 Giugno 2013)

Un gruppi di soci dello Spazio di Sophia ha partecipato all'inaugurazione dell'Ecomuseo del Paleolitico ad Abbateggio.


Ecomuseo della Valle Giumentina


Week-end al festival della filosofia di Modena (17-18 settembre 2012)

Anche quest'anno un gruppo di soci de "Lo Spazio di Sophia" ha partecipato al Festival della Filosofia di Modena. 
Il tema di questa edizioni è stato "Cose".

Festival di Modena 2012


Cena filosofica - Del Piacere Ovvero della figlia di Amore e Psiche (15 giugno 2012)

"Così Psiche andò sposa a Cupido, secondo giuste nozze e, al tempo esatto, nacque una figlia, che noi chiamiamo Voluttà" (Lucio Apuleio, La favola di Amore e Psiche)
Il Piacere da semplice percezione di condizione positiva a fugace esperienza di immortalità. 

Epicuro oggi 

La felicità a portata di mano. Tutto è nel presente e nella fuga dalla sofferenza. Lontano dal godimento grossolano, il filosofo insegna la ricerca dei piaceri semplici per vivere in armonia con se stessi. 

Epicuro ha chiamato la sua scuola "Giardino". Il "Giardino" era, per essere esatti, un orto che i discepoli coltivavano quotidianamente per consumarne i frutti e i legumi. Il giardinaggio è per Epicuro un atto profondamente filosofico: richiede un'attenzione e una cura particolari, vigilanza e manutenzione. Le più importanti virtù epicuree - l'amicizia, la serenità, la conversazione, la gratitudine, la pazienza, l'accettazione della morte - sono virtù che si coltivano. L’epicureismo è è una lunga “cultura di sé” mai compiuta. Come dirà Voltaire: “Bisogna coltivare il proprio giardino”. 

Si comprende, quindi, perché la scuola epicurea era organizzata come un giardino. Ma, mentre nel giardino platonico i discepoli rappresentano la terra che il professore - giardiniere – deve coltivare per far crescere dirigenti e cittadini, Epicuro non affida alcuna funzione politica a questa “cultura di sé”. Il fine è il benessere personale, non il bene pubblico. Vivendo in un’epoca di crisi e di declino di Atene, il saggio epicureo cerca la felicità a dispetto di tormenti sociali e politici. 

Credo che ogni giardiniere sia epicureo nel senso più radicale del termine, dicendo “no” alle forze della distruzione e creando un luogo per l’atarassia. I giardinieri sono, in fondo, coltivatori di serenità (Robert Harrison prof. di letteratura italiana a Standford –California-).

Inseguiti dal passato, aspiranti al futuro, abbiamo la tendenza a dimenticarci che la nostra vita è adesso. A forza di lasciarci invadere dai pensieri, perdiamo di vista l’essenziale, il fatto di esistere, con quello che ha di unico, improbabile, meraviglioso. 

In un mondo nato dal caso di uno scontro tra atomi o da un big bang, noi dobbiamo innanzitutto meravigliarci della nostra esistenza qui e ora. Il passato non è più, il futuro non è ancora, tutto è nel presente ed è ora che bisogna vivere e ben vivere. Ecco la grande lezione di Epicuro. 

Bisogna imparare a convivere con l’idea della morte che è cessazione di essere, ed è quindi un limite; imparare a non temerla e vivere pienamente il presente diventa una disciplina di vita. E’ un sentimento di misura che si rivela nel mangiare, nel bere, nella sessualità... (Jacques Schalanger prof. di filosofia all'università ebraica di Gerusalemme

Thierry Marx Eletto chef dell’anno, nel 2006, da Gault et Millau; famoso per le sue innovazioni culinarie 

Quando si parla di gastronomia, torna sempre il termine “epicureo” e, falsando il pensiero del filosofo, si pensa al mangiare avidamente. Oggi regna una grande confusione, si mescola l’epicureismo con l’edonismo. 

E’ vero che Epicuro esalta il piacere, ma di quale piacere si tratta? Della capacità dell’uomo di meravigliarsi, di prendere soddisfazione dalle cose semplici “un po’ d’acqua e di pane”. Anch'io credo ai piaceri naturali e necessari. Le pietanze più semplici possono procurare emozioni incomparabili: fare il pane, guardarlo cuocere nel forno e dividerlo con gli amici accompagnato da un pugno di sale grosso e da un filo di olio d’oliva. Ecco la felicità a portata di mano e di sguardo. Senza ostentazione. Senza discriminazione. La cucina è un assemblaggio di sapori. Tutti i piatti creati sono una declinazione della mia sensibilità. E questo dono io amo che l’altro lo senta e lo viva in lui, che egli lo senta più che pensarlo. Perché, secondo me, i nostri sensi vanno ben al di là di ciò che noi immaginiamo.

Foto

Cena Filosofica - Giugno 2012




Cena filosofica - La felicità (7 dicembre 2011)

La felicità: letture

Felicità (di Albano Carrisi)

LUI: Felicità 
è tenersi per mano andare lontano 
la felicità 
è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente 
la felicità 
è restare vicini come bambini la felicità, 
felicità 

LEI: Felicità 
è un cuscino di piume, l'acqua del fiume 
che passa e che va 
è la pioggia che scende dietro le tende 
la felicità 
è abbassare la luce per fare pace 
la felicità, 
felicità 

LUI: Felicità 
è un bicchiere di vino con un panino 
la felicità 
è lasciarti un biglietto dentro al cassetto 
la felicità 
è cantare a due voci quanto mi piaci 
la felicità, felicità 






Week-end al festival della filosofia di Modena (17-18 settembre 2011)

   Il 17 e 18 settembre 2011 un gruppo di soci dello Spazio di Sophia ha partecipato al Festival. Ecco alcune foto dell'evento con il sole e ... sotto la pioggia.

Festival di Modena


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