Café philo‎ > ‎

Che cos'è

Nel luglio 1992, al Cafè des Phares in place de La Bastille, il filosofo Marc Sautet inaugurava un Caffè Filosofico: sono gli avventori che iniziano a riflettere sul tema della violenza “La violenza è propria dell’uomo o si trova in natura? Il filosofo non si sottrae alla domanda filosofica e questi incontri andranno avanti, con successo, per più di due anni. Ecco come Marc Sautet racconta  le motivazioni della sua esperienza: "Molto prima che prendessero forma i dibattiti al caffè, avevo aperto uno studio dove cominciavo a ricevere i cllienti a consulto. Ero convinto che molti sentissero il desiderio di fare una pausa-una pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni, una pausa nella vita professionale, una pausa nella vita affettiva, una pausa nel modo abituale di pensare-e che mancasse un luogo adeguato.
Senza dubbio oggigiorno sono in gran parte gli psicoterapeuti a sostenere questo ruolo. Ma non è certo che spetti loro questa funzione. E' vero: se il disagio del paziente risiede nella psiche, non c'è niente di più logico che andare da un terapeuta. Ma se non è questo il problema? Passi ancora se è messo in discussione il suo ambiente familiare. Ma se non è il soggetto a essere in causa? Se si tratta della città, della nazione, dello Stato, degli Stati, delle nazioni unite o disunite, della specie umana nel suo insieme? Allora mi domando: qual è la legittimità dell'intervento del terapeuta se il disagio di chi viene a consulto deriva da una situazione generale difettosa? Se qualcuno deve intervenire, non è piuttosto... il filosofo?
...Ebbene, diciamolo! La vocazione del filosofo non è di tacere. Non è ripiegandosi su se stesso che sostiene il suo ruolo, ma andando per la strada, in città, mescolandosi alla vita della gente, passeggiando nella piazza del mercato tra la folla di venditori e imbonitori. Interrogando gli uni e gli altri. Discutendo." M. Sautet, Socrate al caffè, TEA, Milano, 2007, pp.10-12

Comments