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I caffé 2010-2011

Il vuoto (15 maggio 2011)

Il vuoto

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno 
inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto 
E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto 

year play rest my way day thing man your world life 
the hand part my child eye woman cry place work week 
end your end case point tu sei quello che tu vuoi 
government the company my company ma non sai quello che tu sei 
Number group the problem is in fact 
money money…… 

Danni fisici psicologici collera e paura stress 
sindrome da traffico ansia stati emotivi 
primordiali malesseri pericoli imminenti 
e ignoti disturbi sul sesso 

Venti di profezia parlano di nuovi dei che avanzano 
year play………………. 

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno 
inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto 

Danni fisici psicologici collera e paura stress 
sindrome da traffico ansia stati emotivi 
primordiali malesseri pericoli imminenti 
e ignoti disturbi sul sesso 

Venti di profezia parlano di nuovi dei che avanzano 

Tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei 
end your case point Tu sei quello che tu vuoi 
government and company my company ma non sai quello che tu sei 
number group the problem is in fact 
money money........ 

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno 
inseguo il nostro tempo 
vuoto di senso senso di vuoto

Franco Battiato

Battiato, Il vuoto




La lussuria (3 aprile 2011)

Appunti di riflessione
"... il termine latino Luxuria mutuato da Agostino (Confessioni, II) indicava originariamente un’abbondanza di vegetazione (onde, ci dicono gli esperti di etimologia, viene l’aggettivo lussureggiante) o la anomala bizzaria di qualche forma animale; relativamente più tardi avrebbe assunto l’accezione generale di eccesso per giungere infine a denotare la brama sfrenata di godimento carnale: “l’uomo lussuoso” è anche “lussurioso”. Per di più, gli studiosi segnalano una possibile connessione del sostantivo luxuria con l’aggettivo luxum nel senso di “lussato, posto per traverso” dopo essere stato “spinto per eccesso”". 
(G. Giorello, Lussuria, Il Mulino, 2010)

1. Senza l’ammiccamemto   non si dà coinvolgimento erotico (J. Boudrillard)
2. La lussuria è come l'avarizia: aumenta la propria sete con l'acquisizione dei tesori. (Charles Louis Montesquieu)
3. Lussuria è causa della generazione.(Leonardo da Vinci)
4. Gli afrodisiaci sono il ponte tra gola e lussuria. In un mondo perfetto qualsiasi alimento naturale, sano, fresco, di bell'aspetto, leggero e saporito - caratteristiche che si cercano in un partner - sarebbe afrodisiaco, ma la realtà è ben più complessa. (Isabel Allende) 
5. La lussuria genera la lascivia, la lascivia la crudeltà. (Fëdor Dostoevskij, Quaderni e taccuini, 1860/81)
6. C'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà. (Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980)
7. Lussuria è il settimo peccato che nasce della mala volontà; e questo fa l'animo vizîoso e disordinato in ciò che no lascia rifrenare il pizzicore della carne col freno della ragione. (Bono Giamboni, Libro de' Vizî e delle Virtudi, XIII sec.)
8. Tutti i moventi per l'omicidio sono riassunti esaurientemente in queste quattro parole: amore, lussuria, denaro e odio. (Phyllis Dorothy James, La stanza dei delitti, 2003) 
9. “Non temo di guardare nel più profondo di me per iscoprire come dall'ingombro carnale, come dalla bestialità indomita, come dalla turbolenza sanguigna si esalino le aure divine dei mio spirito”. (D’Annunzio)
10. La lussuria è la causa diretta della nascita la quale è la causa diretta del dolore e della morte. (Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma, 1958°)
11. La gratitudine guarda al passato e l'amore al presente; il timore, l'avarizia, la lussuria e l'ambizione guardano avanti. (Clive Staples Lewis, Le lettere di Berlicche, 1942)
12. La lussuria è come l'avarizia: aumenta la propria sete con l'acquisizione dei tesori. (Charles Louis Montesquieu)
13. Solo per colpa di cristiani impostori la lussuria è stata classificata tra i crimini. (Donatien Alphonse François de Sade)
14. Rendimi casto, ma non subito.     (Sant’Agostino)
15. Il sesso è la cosa più divertente che ho fatto senza ridere.  (Woody Allen)
16. Il  piacere è come certe droghe medicinali: per ottenere sempre lo stesso risultato bisogna raddoppiare la dose.  (Honoré de Balzac)
17. Le donne troppo virtuose hanno in sé qualcosa che non è mai casto. (Denis Diderot)
18. Il pudore inventò il vestito per goderne meglio della nudità. (Carlo Dossi)
19. Lussuria, lussuria; sempre guerra e lussuria, non c’è nient’altro che rimanga di moda. (WILLIAM SHAKESPEARE)
20. - come nota acutamente Mathieu:  "Non c'è dubbio che la smania di seduzione di Don Giovanni sia più cerebrale che sensuale. Lo stesso catalogo delle conquiste lo dimostra (...). Esso fa pensare che la tentazione diabolica sia di natura intellettuale".
21. Se il corpo nudo è la realtà,il corpo che si lascia intra-vedere sotto la trasparenza delle vesti non è abbastanza definito per bloccare l’immaginazione, e non è abbastanza nascosto per non suscitarla. ( U. Galimberti, Le cose dell’amore, Feltrinelli, Milano 2005) 
22. Identico è il meccanismo che oltrepassa il mondo in cerca di Dio senza incontrarlo, o che oltrepassa le vesti per afferrare un corpo che, solo sfuggendo,alimenta il desiderio. ( U. Galimberti, Le cose dell’amore, Feltrinelli, Milano 2005) 
23. La lussuria, che nelle cose dell’amore gioca un ruolo più decisivo della carne fissata nel perimetro di un corpo marcato da un solo segno sessuale, dice con chiarezza queste cose che la nostra storia ha sempre saputo e taciuto, e cioè che anche nelle cose dell’amore l’uomo ama solo la sua creazione, quindi non la natura, ma la sua trasfigurazione, a cui la lussuria perviene attraverso la fantasia che, oltre a essere il tratto tipico dell’uomo, è anche il potenziale sovversivo di ogni ordine. (U. Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Felrinelli, Milano 2010)
24. È l’aver infranto il tabù della “conoscenza proibita” ciò che ha reso vergognoso il sesso e fatto germogliare la mala pianta della lussuria. Ma la “conoscenza” che il frutto dell’albero vietato produce in chi ne gusta è la scienza del mondo che diventa coscienza di sé. (G.Giorello, Lussuria, il Mulino,2010)
25. È la lussuria che consacra Cleopatra come vera sovrana (Shakespeare, Antonio e Cleopatra atto III, scena VI):

Nella piazza del mercato, su una tribuna
d’argento, Antonio e Cleopatra, davanti
al popolo, furono messi su troni d’oro (…)
Quel giorno Cleopatra
apparve nella veste della dea Iside.

26. LEPIDO Ma che razza di cosa è il vostro coccodrillo?
ANTONIO Ha una forma uguale a quella di se stesso, è grande quanto tutta la sua grandezza; ed è alto proprio com’è alto. E si muove con i propri organi. Vive di ciò che lo nutre; e quando non ha più gli elementi vitali se ne va.
(Shakespeare, Antonio e Cleopatra atto II, scena VII):
Anche la lussuria è uno “strano animale”: quando ha consumato i propri “elementi vitali” anch’essa dilegua.

27. “La natura mi ha donato un corpo di donna, ma le mie azioni mi hanno resa pari agli uomini più valorosi…ho costretto i fiumi a scorrere dove io volevo e li ho incanalati in luoghi dove foseero utili: ho fecondato la terra sterile irrigandola con le loro acque. Ho innalzato fortezze inespugnabili…E in mezzo a tutte queste occupazioni, ho trovato il tempo per i miei piaceri e i miei amori”.
Polieno (II sec. d.C., Stratagemata, VIII)
28. Si gusta una dolcezza infinita nel soggiogare, con cento omaggi, il cuore di una giovane bellezza…Ma una volta posseduta, non resta niente da dire né da desiderare; tutto il bello della passione è finito, e ci assopiamo nel torpore di quell’amore finché  non viene un qualche nuovo oggetto a risvegliare il desiderio…Mi sento un cuore capace di amare tutta la terra; e come Alessandro vorrei tanto che ci fossero altri mondi per poter estendere le mie conquiste amorose. (Don Giovanni di Molière, Atto I scena II

Sintesi del caffé

Dopo la lettura delle definizioni sulla lussuria, intervento di Ulisse (lussuria come perversione). 
Mirella, partendo dalla definizione,  parla di eccesso, di quantità.
Secondo Leonardo la lussuria è generativa, ma come si concilia con la sua omosessualità? Si passa dalla lussuria come procreazione alla lussuria come creazione.
Secondo Luca  va analizzato il significato di lussuria e ognuno dà a questo termine significati diversi. Andiamo all’etimo, chiarimento dell’origine del termine e riflessione sull’uso improprio del significato delle parole, oggi.
Secondo Sandro c’è differenza tra amore e lussuria perché nell’amore c’è tenerezza, riconoscimento dell’altro, nella lussuria no. Su questo punto posizioni diverse:citazione della frase di Kant.
Cinzia si dichiara lussuriosa nella relazione d’amore e non ritiene che ci sia un comportamento perverso nella sua dichiarazione.
Altre ospiti si sono associate e si sono chieste come mai ancora oggi si ha una visione così moralistica: è forse la forte influenza della Chiesa?

Conclusioni

  • Sono venute fuori due visioni opposte della lussuria (forza vitale – perversione).
  • Gli uomini che sono intervenuti per primi hanno sposato la seconda tesi, mentre tutte le donne concordavano con la prima visione (forse perché le donne generano e  agli uomini manca questo elemento di giudizio).
  • Che l’obiettivo del caffè si fosse realizzato lo abbiamo conto nell’intervento finale di Ulisse (è stato terapeutico! Mi ha fatto scavare dentro la mia anima).


Il consumismo (6 marzo 2011)

Appunti di riflessione

Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un'ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore (Pier Paolo PasoliniScritti corsari, 1975).

La società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata (il cui obbligo alla castità implicava la castità dell'uomo) si è sostituito il mito della donna parte e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell'amicizia tra maschi e dell'erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell'impotenza. I maschi giovani sono traumatizzati dall'obbligo che impone loro la permissività: cioè l'obbligo di far sempre e liberamente l'amore (Pier Paolo Pasolini).

[Parlando dei giovani d'oggi]  Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare, solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma non sono tanto gli oggetti che di anno in anno diventano obsoleti, ma la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di intravedere una qualche promessa (Umberto Garimberti).

  L'atteggiamento implicito nel consumismo è quello dell'inghiottimento del mondo intero (Erich FrommAvere o essere?, 1976).  
Il fascismo storico non ha fatto che scalfire appena l’anima degli italiani, mentre il consumismo è la completa abolizione di quella che un tempo si chiamava anima (Pier Paolo Pasolini).
 
Nei Paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non amano (Joachim Spangenberg).

Dati Fao

  • il cibo prodotto nel mondo potrebbe nutrire 12 miliardi di persone.
  • in Italia ogni anno  il 10% della spesa alimentare finisce nella spazzatura (circa 600 euro).
  • secondo  il New York Times (2008) negli USA una famiglia di 4 persone (a reddito medio) butta via 50 Kg di cibo ogni mese,  che corrispondono a 1400 calorie al giorno.

In difesa del consumismo

"Secondo gli anticonsumisti è consumista colui che, dopo avere soddisfatto le necessità fondamentali, cerca egoisticamente anche il superfluo anziché utilizzare i risparmi per aiutare il prossimo … Maa  se proprio tutti rinunciassimo al "superfluo" l'esito sarebbe prima di tutto fare restare senza lavoro tutti coloro che sono impiegati in attività "non essenziali", il che vuol dire, in una società avanzata come la nostra, la maggior parte dei lavoratori. Evidentemente si trasformerebbe in breve un'economia avanzata in un'economia di pura sussistenza”. (Marco Faraci)

I Freegan

La società dei consumi produce un’enorme quantità di sprechi in fatto di cibo, prodotti e beni. C’è chi ha deciso di vivere di ciò che la società ha sprecato: i Freegan. Sono persone che utilizzano sistemi alternativi per vivere, basati sulla limitata partecipazione all’economia convenzionale e sul minimo impiego delle risorse”. Tra le altre cose il sito riporta informazioni sul dove e quando fare rifornimenti. Esempio: a Brooklyn, domenica e giovedì sera nei pressi di tale store si può reperire gratuitamente verdura fresca. A Manhattan, nell’Upper West Side, vicino a quella panetteria si trovano pane e sandwiches. Qualche isolato più in là c’è un supermercato kasher, l’ideale per chi cerca formaggio e maccheroni. Senza sprecare nulla e senza spendere un dollaro.


Vecchi e nuovi vizi: l'Accidia (6 febbraio 2011)

Appunti di riflessione

C. Baudelaire, Spleen

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;
Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l’Espérance, comme une chauve-souris,
S’en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;
Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D’une vaste prison imite les barreaux,
Et qu’un peuple muet d’infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,
Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.
- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l’Espoir,
Vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.


Quando come un coperchio il cielo pesa grave e basso sull’anima gemente in preda a lunghi affanni, e quando versa su noi, dell’orizzonte tutto il giro abbracciando, una luce nera e triste più delle notti; e quando si è mutata la terra in una cella umida, dove se ne va su pei muri la Speranza sbattendo la sua timida ala, come un pipistrello che la testa picchia su fradici soffitti; e quando imita la pioggia, nel mostrare le sue striscie infinite, le sbarre di una vasta prigione, e quando un popolo silente di infami ragni tende le sue reti in fondo ai cervelli nostri, a un tratto furiosamente scattano campane, lanciando verso il cielo un urlo atroce come spiriti erranti, senza patria, che si mettano a gemere ostinati. E lunghi funerali lentamente senza tamburi sfilano né musica dentro l’anima: vinta, la Speranza piange, e l’atroce Angoscia sul mio cranio pianta, despota, il suo vessillo nero.

Amleto
Essere o non essere; questo é il problema: se sia più nobile nell’animo sopportare i sassi e i dardi dell’ oltraggiosa Fortuna, o prender l’ armi contro un mare di guai e contrastandoli por fine ad essi. Morire - dormire - nulla più; e con un sonno dire che noi poniamo fine alla doglia del cuore e alle infinite miserie naturali che sono retaggio della carne! Questa é soluzione da accogliere ardentemente. Morire - dormire - sognare forse… Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l’ incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell’ azione perdono anche il nome.

Paul Valéry
"Come si chiama: noia di vivere? Intendo, sappiatelo bene, non la noia passeggera, non quella per la fatica, o la noia di cui si conosce il germe e di cui si sanno i confini; ma quella noia perfetta, quella noia pura, quella noia che non ha altra sostanza che la vita stessa, e altra causa seconda che la chiaroveggenza del vivente. Questa noia assoluta non è in sé che la vita nella sua nudità, quando si contempla chiaramente" L’ame e la danse 1923.

Lettera a Umberto Galimberti 
Tedio! Può una ragazza della mia età (21 anni) provare un così orrendo sentimento? Ho provato a classificarlo, ma tutto è limitato alla sensazione. Vi sono abissi in cui incorre la mente, vi si imbatte e naufraga, si abbandona. Ne provo vergogna; come si fa a confessare il vuoto che è mancanza, assenza. Nessun moralismo, né pulpito psicologico. Non ditemi che è mancanza di affetto, sarebbe troppo patetico. Cosa sto cercando? Quale è la domanda e quale la risposta? Né l'uno né l'altro. Nessuna ricerca, nessuna aspettativa. "Vegeto"! Ho sentito il mio cuore infiammarsi delle passioni più forti. Mi ha colta impreparata l'amore, e mi ha devastata la sofferenza che ne è conseguenza. Molti sentimenti si sono avvicendati nella mia anima. Quante visioni! Insomma! Desiderio di morte. E poi... nulla più. Tra l'amore e la sofferenza vi è un filo sottile, un qualcosa di inalterato. Quanto darei per sentirmi distrutta o completamente presa, arrischiandomi nelle illusioni. Non posso sopportare a lungo un periodo di tale piattezza. Scatta, molla! Per favore, un flash, un bagliore! Eppure esiste un meccanismo che sblocchi tutto questo. Mi perdo. Desidero per sempre l'oscurità o le tenebre di un'esistenza altrove. Anche l'apatia, la "noia" più deleteria causano un tipo di sofferenza che è malessere, è più sottile, è incomprensibile perché non vi è un motivo manifesto. Nulla da dimenticare, nessuno scopo, nessun pretesto. Ho impersonato una fisionomia. Mi sono denominata "Sofferta". Ora la sua presenza giunge più forte: "Felice compagna sarai nel silenzio". Non é permesso ad una ragazza della mia età avere visioni raccapriccianti. Soprattutto non le è permesso essere infelice: "Non ti manca nulla", riecheggia. Mi piacerebbe scuotere la testa contro la parete, spingere con forza il muro, lasciandone un'impronta, sbarazzandomi della cosiddetta vita. Vorrei lasciare una chiazza rossa sul muro ed un sorriso agghiacciante sulle labbra. Ne sarei veramente lieta. Tutto passa! Il suicidio per me è solo una chimera nella quale mi cullo raramente. Sarò forse troppo vigliacca per abbracciare la morte? Non credo le convenga pubblicare mezza frase di quello che le ho scritto. Lei, sconosciuto, non potrebbe nemmeno lenire questo mio sentirmi a metà. Grazie per lo sfogo che ha suscitato la scusa di indirizzarmi a lei. Se può... tenti di capire... afferri la mia mano... Ma, alla fine, non tutto può essere compreso! Non credo le serva il mio nome. Non è molto comune, ma è uno dei tanti. J. 1976.

Risposta
Cara J. '76, mi pare di ricordare, non so se in Umano troppo umano o ne L'Anticristo, che Nietzsche attribuisce la creazione del mondo alla noia in cui versava Dio tediato dalla sua solitudine. Sembra che i monaci medievali, ma forse anche i giovani d'oggi, cadessero nella noia, perché afflitti da quella legge terrificante, che è la legge del "tutto o nulla", per cui non incontrando Dio ogni giorno si trovavano ogni giorno tra le mani il nulla. Quello che a quei monaci mancava, ma forse anche ai giovani d'oggi, era il gusto per il "normalmente interessante" che era poi quella dimensione che disgustava Baudelaire che si affidava all'oppio, per sostituire al paradiso dei monaci medievali quel paradiso artificiale in cui era possibile "soddisfare, almeno momentaneamente, il gusto dell'infinito". C'è allora da sospettare in quanti si annoiano un ideale molto elevato che non trova luogo in cui esprimersi senza che ci sia, come per i monaci medievali, un Altrove lontano in cui sperare. Gli ideali molto elevati si possono toccare per un istante, ma non possedere per sempre. E la noia ha tutto il sapere di chi ha la sensazione di aver perso qualcosa che ha solo toccato e mai posseduto. La psicologia non si è mai occupata di questo argomento che, invece, ha morso e divorato le anime dei poeti. Forse perché gli psicologi non hanno mai sfiorato la vertigine della poesia, come lei sembra fare. 

Foto

      



Vecchi e nuovi vizi: la Gola (12 novembre 2010)

Immagini


Presentazione della consulenza filosofica e delle attività 2010/2011

Vecchi e nuovi vizi (5 novembre 2010)


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