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I caffé 2011-2012

L'indifferenza ovvero il diniego (20 maggio 2012)

ll diniego è un modo per mantenere segreta a noi stessi la verità che non abbiamo il coraggio di affrontare. S. Cohen, Stati di negazione 2001

Il linguaggio è il grande alleato del diniego: ecco un ottimo esempio di come si possa negare la realtà (diniego interpretativo)

Agenzia leader nel settore, causa rapidissima espansione e per ampliamento proprio organico, seleziona il candidato ideale tra giovani fortemente motivati, automuniti, con cultura superiore, bella presenza, ambiziosi, determinati, dinamici, intraprendenti, entusiasti, dotati di buona dialettica e comunicativi, flessibili, dotati di forte spirito imprenditoriale, di capacità di problem solving e di stress tolerance, sicuri di sé, fuori dal comune, alla ricerca di sfide continue e in grado di lavorare per obiettivi e in team desiderosi di realizzarsi e con spiccata predisposizione ai rapporti umani. Si richiede impegno full-time e disponibilità immediata. Si offre di lavorare in un ambiente giovane e dinamico con uno stipendio proporzionato alle capacità e all'impegno. Si assicura un fisso mensile e provvigioni di sicuro interesse. Chiamate al nostro numero solo se pensate di avere tutti i requisiti richiesti!

Forte delle mie passate esperienze, mi diverto per un momento a immaginare come potrebbe essere la traduzione, in un "italiano sincero", di un annuncio simile : Noi siamo i più forti di tutti (leader nel settore) e, siccome diventiamo sempre più ricchi e abbiamo tutta l'intenzione di diventarlo sempre più velocemente (causa rapidissima espansione), e visto che il lavoro che proponiamo è così stressante che c'è un ricambio della madonna (per ampliamento proprio organico), il nostro gruppo è alla continua ricerca (seleziona) di qualunque disoccupato disperato (il candidato ideale) che si trovi tra quegli individui che hanno un'assoluta urgenza di mangiare (fortemente motivati) e che però non siano poi così poveri da non avere un'automobile propria (automuniti) - visto che a fornirgliela, noi non ci pensiamo proprio - né così disperati da non avere una famiglia che abbia a suo tempo provveduto a mantenergli gli studi (con cultura superiore) e che possa continuare a consentirgli l'acquisto di vestiti firmati e sempre nuovi (bella presenza), che poi siano anche arrivisti e senza scrupoli (ambiziosi e determinati), che non stiano mai fermi e che invece di prendersi una pausa si inventino sempre qualcosa che ci aumenti il fatturato (dinamici e intraprendenti), che, pur spezzandosi la schiena per noi, appaiano sempre in forma, felici e soprattutto sorridenti (entusiasti), che siano capaci di abili giochi di parole per poter plagiare e truffare meglio chiunque, perché chiunque è un potenziale cliente (dotati di buona dialettica e comunicativi), che lavorino senza accampare diritto alcuno (flessibili), che abbiano lo spirito degli autentici figli di mignotta (dotato di forte spirito imprenditoriale), che posti di fronte a qualsiasi problema abbiano la capacità e la fantasia di trovarsi da soli la soluzione, anche se nessuno li ha mai preparati a farlo, e comunque senza mai procurare il minimo fastidio all'azienda (capacità di problem solving), che non abbiano bisogno di alcun riposo (stress tolerance), che siano megalomani (sicuri di sé), che si atteggino a fare i vip (fuori dal comune), che amplino il nostro portfolio clienti facendo firmare contratti a persone di ogni ceto economico e di ogni rango sociale (alla ricerca di sfide continue), che siano in grado di lavorare seguendo sempre le nostre mutevoli e determinate esigenze (per obiettivi e in team), che siano frustrati dalla vita e quindi ancor più attratti dai soldi e dal potere (desiderosi di realizzarsi) e, infine, che siano naturalmente portati ad adulare e dire menzogne ai clienti (spiccata predisposizione ai rapporti umani). Ora, visto che tanto nessuno vi offrirà mai niente di meglio, si pretende (si richiede) che non stiate troppo a riflettere su questa offerta, e che invece vi prepariate fin da subito a lavorare per noi (disponibilità immediata). Da “Lettere a Galimberti” D di Repubblica.

Il diniego (per Freud anticamera della pazzia in quanto scissione dell’Io) porta a non riconoscere i fatti nella loro pur accertata esistenza o a non riconoscerne la valenza negativa o, ancora, a non riconoscere a se stessi alcuna competenza nell’affrontarli. Da questo grande vizio, nasce l’indifferenza o, peggio, l’insensibilità verso un mondo di cui si ha ben chiara l’esistenza, ma che tuttavia appare lontano ed altro da sé.

E noi?

  • Quello delle escort è un problemuccio privato?
  • Quello delle ronde è un’allegra bravata?
  • Quello della droga è una questione personale?
  • Quello dei clandestini è un fastidioso dilemma?
  • Quello della mafia è una nostalgica pagina letteraria?
  • Quello della libertà che va scemando è una romantica esagerazione?
La Superbia

La superbia (15 aprile 2012)

 Passione dell’essere Passione dell’apparire
  • L’uomo di valore è disposto a patire la fame, soffrire il freddo e tutti gli altri disagi, senza mai cedere e deflettere dai suoi nobili principi, finché non abbia raggiunto la vittoria o la morte. (Platone, Repubblica).
  • Il bisogno di riconoscimento, ci ricorda Hegel, è così forte nell’uomo da spingerlo persino a rischiare la vita in una lotta mortale, non come fanno gli animali per il cibo, il riposo, la sicurezza, ma perché gli altri lo riconoscano. Chi non mette in gioco la propria vita sceglie la via della sottomissione e quindi la condizione del servo; chi invece rifiuta la sottomissione rischia la morte per salvaguardare quel valore tipico dell’uomo che è la rivendicazione del valore di sé. (U. Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi).
  • Non mi sento responsabile di essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo. (Fabrizio De Andrè).
  • È stata cacciata nell’inferno la tua superbia, il tuo cadavere è steso per terra, (...) Come mai sei tu caduto dal cielo o Lucifero, splendente al mattino? (...) Tu che dicevi in cuor tuo: salirò al cielo. (Vecchio Testamento).
  • Una volta un negoziante molto giudizioso e onesto mi chiese perché la superbia sia sempre servile. Aveva infatti conosciuto un tale che con la sua ricchezza si era imposto come un grande competente commerciale, finché, andato in rovina, non aveva nessuna difficoltà a strisciare. La mia risposta fu che, siccome la superbia pretende che gli altri disprezzino se stessi al confronto con lui, e siccome a nessuno può venire un tal pensiero se non a chi si sente già disposto a prostituirsi, forse la superbia è già un segno precursore, non fallace della bassezza di gente simile. (I.Kant, Antropologia pragmatica).
  • L'uso di uomini come se fossero mezzi ai propri fini sembra essere un dato epocale della modernità e del dominio dell'attuale logica economica. (L. Bazzicalupo, La superbia).
Spudoratezza

La spudoratezza (25 marzo 2012)

Il senso del pudore non si trova fra gli animali, e nasce, nella specie umana, dall’orrore per l’incesto: come meccanismo per impedire rapporti sessuali con consanguinei. Si tratta di una sovrastruttura di carattere culturale. Ma è una di quelle funzioni presenti dappertutto, che resiste alle trasformazioni, necessaria perciò alla sopravvivenza. (Danilo Mainardi).

In Gn 3, 7-22 Adamo scopre di essere nudo solo dopo aver mangiato dall'albero della conoscenza del bene e del male; e solo dopo aver violato il comandamento divino che gli ha vietato di mangiare da quell'albero. La scoperta di essere nudo è una conseguenza del sapere acquisito o della disubbidienza?

Zeus, temendo per la nostra specie, minacciata di andare tutta distrutta, inviò Hermes perché portasse agli uomini il pudore e la giustizia, affinché servissero da ordinamento della città e da vincoli costituenti unità di amicizia. (Platone, Protagora)

Oggi la spudoratezza sembra essere una virtù, la virtù della sincerità, invece il pudore è ritenuto un sintomo di introversione e di insincerità.

La spudoratezza come crollo di quelle pareti che consentono di distinguere l’interiorità dall’esteriorità. (U. Galimberti)

È come se la spudoratezza fosse limitata alla sfera visiva: libertà è guardare e apparire. Il pudore copre, ancora, tutti gli altri sensi.

I soggetti esposti alla luce accecante del mito contemporaneo -- la trasparenza assoluta -- diventano dei quasi-oggetti.

La quasi-oggettualità è la dimensione in cui lo spazio del segreto e il margine di manovra della trascendenza del soggetto sono ridotti al minimo.

Il diritto di mantenere il segreto su ciò che è solo nostro ci preserva dal totalitarismo e contribuisce a mantenere la percezione di se stessi come individui autonomi e responsabili.

Ognuno tra noi, è diverso e insieme, subito, è spudorato: non c’è diversità senza spudoratezza. Chi è diverso, perde il pudore.

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L'invidia

L'invidia (11 marzo 2012)

Vassilissa la bella

C'era una volta un mercante. In dodici anni di matrimonio aveva avuto solo una figlia, Vassilissa, che era bellissima. Sua moglie morì quando la piccola aveva otto anni. Sentendo la fine avvicinarsi, la madre chiamò a sé la bambina, e da sotto le coperte tirò fuori una bambolina che come Vassilissa indossava stivaletti rossi, grembiulino bianco, gonna nera e corsetto ricamato e le disse: "Ascolta le mie ultime parole, e ubbidisci alle mie ultime volontà. Prendi questa bambola, è il mio dono per te con la mia benedizione materna; conservala con cura, non mostrarla a nessuno, e nutrila quando ha fame. Se ti troverai in difficoltà, chiedile aiuto, essa ti dirà che cosa fare." La donna strinse forte a sé la figlia e morì. La bambina e suo padre a lungo piansero e si disperarono. Il vedovo era un bell'uomo, che piaceva a molte donne, ma quando decise di risposarsi, egli si scelse in moglie una donna molto più giovane di lui, che era anch'essa vedova con due figlie della stessa età della sua bambina. La sua nuova moglie era una donna di classe, dai modi educati, insomma, appariva come un'ottima padrona di casa, eppure scelse la matrigna sbagliata per Vassilissa, poiché non era buona e affettuosa nei confronti della bambina. La matrigna e le sorellastre erano invidiose della bellezza di Vassilissa. La tormentavano di continuo. Ma Vassilissa sopportava tutto senza mai lagnarsi né commiserarsi, e diventava ogni giorno più bella, aveva sempre un aspetto più candido e grazioso, mentre la matrigna e le sue figlie, le quali non uscivano mai e non muovevano mai un dito, al contrario diventavano sempre più brutte e si logoravano sempre più dall'invidia…
A questo punto del racconto avrete capito tutti che è una delle tante versioni, in questo caso russa, della favola di Cenerentola.

Favola delle api

Un numeroso sciame di api abitava un alveare spazioso. Là, in una felice abbondanza, esse vivevano tranquille. Questi insetti, celebri per le loro leggi, non lo erano meno per il successo delle loro armi e per il modo in cui si moltiplicavano. La loro dimora era un perfetto seminario di scienza e d’industria. L’alveare era prospero e ricco di vizi come l’avarizia, la superbia, l’ignoranza, l’avidità e l’invidia.

Questi insetti, imitando ciò che si fa in città, nell’esercito e nel foro, vivevano perfettamente come gli uomini ed eseguivano, per quanto in piccolo, tutte le loro azioni.
In tal modo, poiché il vizio produceva l’astuzia, e l’astuzia si prodigava nell’industria, si vide a poco a poco l’alveare abbondare di tutte le comodità della vita. I piaceri reali, le dolcezze della vita, la comodità e il riposo erano divenuti dei beni cosí comuni che i poveri stessi vivevano allora piú piacevolmente di quanto non vivessero prima..La stessa invidia e l’amor proprio, ministri dell’industria, facevano fiorire le arti e il commercio. Non si sarebbe potuto aggiungere nulla al benessere di questa società.

Ma in seguito a una riforma dei costumi l’alveare perdette la prosperità insieme ai vizi.

Nella conclusione Mandeville scrive che il lusso, l’opulenza e la potenza sono inseparabili dal sordido corteo di vizi che li rendono possibili, così come la ricchezza di Londra è inseparabile dalla sua sporcizia. I vizi privati così si trasformano in pubblici benefici.

L'invidia

Il conformismo (19 febbraio 2012)

Il conformista (G. Gaber)


Io sono un uomo nuovo 
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista 
sono sensibile e altruista orientalista 
ed in passato sono stato 
un po' sessantottista 
da un po' di tempo ambientalista 
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito 
come un po' tutti socialista. 

Io sono un uomo nuovo 
per carità lo dico in senso letterale sono progressista 
al tempo stesso liberista antirazzista 
e sono molto buono sono animalista 
non sono più assistenzialista 
ultimamente sono un po' controcorrente 
son federalista. 

Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta, 
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa 
è un concentrato di opinioni 
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani 
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire 
forse da buon opportunista 
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso. 

Il conformista è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza, 
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza 
è un animale assai comune 
che vive di parole da conversazione 
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori 
il giorno esplode la sua festa 
che è stare in pace con il mondo 
e farsi largo galleggiando il conformista il conformista. 

Io sono un uomo nuovo 
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista 
son disponibile e ottimista europeista 
non alzo mai la voce sono pacifista 
ero marxista-leninista e dopo un po' non so perché mi son trovato 
cattocomunista. 

Il conformista non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone 
il conformista aerostato evoluto 
che è gonfiato dall'informazione 
è il risultato di una specie 
che vola sempre a bassa quota in superficie 
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato, 
vive e questo già gli basta 
e devo dire che oramai 
somiglia molto a tutti noi 
il conformista 
il conformista. 

Io sono un uomo nuovo 
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista. 

Il conformista


L'ira (13 novembre 2011)

L'ira contro le donne 

Hina accoltellata a Brescia dal padre, Vjosa uccisa dal marito a Reggio Emilia, Paola violentata a Torre del Lago, Sara colpita a morte da un amico a Torino… I dati Istat e del Viminale ci dicono che in Italia più di sei milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale e nella maggior parte dei casi il colpevole è un familiare. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i quattordici e i cinquanta anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali.

L'ira delle donne. A Cogne il 30 gennaio 2002 ai soccorritori del 118  apparve subito chiaro che le devastanti ferite sul capo del piccolo Samuele  erano frutto di un deliberato atto di violenza. Vennero perciò avvisati i carabinieri. Il piccolo fu dichiarato morto alle ore 9;55. L’esame autoptico rivelò come causa reale una serie di colpi – almeno diciassette – sferratigli con un corpo contundente alla testa che gli aveva procurato la rottura del cranio.  Al termine dei processi fu riconosciuta come colpevole la madre.

L'ira sociale (Tunisia). Le proteste nel paese iniziano dopo il gesto disperato di un ambulante,Mohamed Bouazizi, che il 17 dicembre 2010 si dà fuoco per protestare contro il sequestro da parte della polizia della sua merce. Il 27 dicembre il movimento di protesta si diffonde anche a Tunisi, dove giovani laureati disoccupati manifestano per le strade della città e vengono colpiti dalla mano pesante operata dalla polizia.

Madrid, 5 maggio 2011. Cresce la tensione in Spagna attorno al movimento dei giovani "Indignados" , precari, disoccupati, studenti che occupano Puerta del Sol a Madrid e denunciano le collusioni fra politici e banchieri e la corruzione, per chiedere una società migliore. Dichiarano: “siamo una rivoluzione etica".

Brooklyn. Oltre 700 manifestanti del movimento 'Occupy Wall Street' (gli 'indignados' americani) sono stati arrestati dalla Polizia di New York per aver bloccato il ponte di Brooklyn. I disordini sono cominciati quando i manifestanti hanno iniziato a marciare lungo le corsie destinate alle auto, abbandonando i marciapiedi laterali e bloccando  il traffico.

Israele (4 settembre). Almeno 400mila israeliani sono scesi in piazza a Tel Aviv e in altre località dello Stato ebraico per la cosiddetta "marcia del milione". E' la più importante manifestazione di protesta contro il carovita e le politiche sociali del governo Netanyahu, mai organizzata in Israele. I giovani "indignados" israeliani chiedono politiche sociali, servizi pubblici e criticano la politica di privatizzazioni intrapresa dai governi per decenni a danno di istruzione, sanità e abitazioni.

Atene. on si arrestano le proteste in Grecia contro le misure di austerità varate dal governo: migliaia di manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Syntagma e davanti all'Università di Atene per criticare le scelte del governo."Siamo tutti uniti, senza alcun colore politico: si vedono solo bandiere greche, è la prima volta che accade", dice questa donna. Una manifestazione ispirata a quella degli "indignados" spagnoli.

Roma (6 ottobre). I ''Draghi ribelli'' sono pronti a occupare la Banca d'Italia sull'onda delle proteste di New York, Madrid, Atene e Tel Aviv. Sono un gruppo di studenti, precari e attivisti che sta organizzando su Facebook e Twitter una mobilitazione per il 12 ottobre, in occasione della presenza a palazzo Koch del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del governatore, Mario Draghi. . Siamo ''(multi)generazioni senza futuro che non vogliono pagare la crisi, che si sottraggono alla retorica della responsabilita' generale del debito, che immaginano un'alternativa – scrivono gli attivisti nel loro appello – il 99% del pianeta è indisponibile a subire l'avidità di pochi''.

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